World War Z
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Mi presento alla cascina di Giuseppe Dalmonte quasi all’alba, come da sua richiesta. Mi riceve un uomo grande e grosso, che porta sul suo viso i segni dela stanchezza e di chi ha imparato dai propri errori. Sta lavorando ad un piccolo orto recintato che, immagino, gli garantisce il sostentamento indispensabile a cavarsela da solo. Quando parla della guerra, il suo sguardo si accende di una luce a metà tra rabbia e orgoglio.
“Sa, ho sentito molte storie su come l’Italia dovette affrontare la sua guerra. Uno dei luoghi comuni dell’età prebellica era che qui fossimo i maestri dell’arte di arrangiarsi. Mi creda, quando le dico che mai avrei pensato che stereotipo fosse meno adatto. L’Italia non era più, se mai lo era stato, un paese pronto per una guerra di queste proporzioni, contro un nemico che esulava da qualsiasi cosa mai vista prima, da qualsiasi indottrinamento religioso e da qualsiasi credo. Si ricordi pure che il nostro era un paese tradizionalmente legato alla Chiesa. Piazza San Pietro venne presa d’assalto. Con i miei occhi vidi milioni di persone accalcarsi, calpestarsi, prendersi a pugni e perfino morire in cerca di chissà quale aiuto spirituale. Ogni famiglia portava lì i propri parenti infetti, sperando di ottenere udienza dal Santo Padre e la misericordia divina. Per Zom fu una specie di aperitivo a buffet. Credo fu per questo che il Papa sparì nel nulla. Voglio dire, tutta quella gente che aveva bisogno di lui e lui non seppe fare altro che rinchiudersi nella biblioteca del Vaticano(1), in mezzo a quella montagna di merda, a pregare in cerca di una risposta. Con uomini e donne da tutto il mondo che si chiedevano dove cazzo fosse il loro Dio, che avevano bisogno di una guida che li sollevasse da quel fardello immane… e quello stronzo se ne stava rinchiuso nella sua fortezza dorata, a fare cosa? A pregare! Probabilmente nemmeno lui era pronto per tutto questo. Che il Signore si prenda cura della sua anima.”
Beh, in realtà si dice che Giovanni XXIV abbia guidato i cardinali alla salvezza, passando dai sotterranei e…
“Balle! I cardinali avrebbero dovuto essere carne da macello, lui stesso lo era e lo sapeva bene. Per quello che ne so, fu solo il suo senso di colpa a guidarlo. Cosa credeva? Che salvando una manica di pinguini decrepiti il buon Dio avrebbe avuto misericordia di lui? C’era tutta la gente in piazza da salvare, con gli infetti che banchettavano e il nostro “Santo Padre” cosa fece? Scelse un manipolo di anziani bavosi e pedofili.”
[Pausa]
“Credo fosse quella, la nostra Jonkers. Se per voi yankees si trattò di un fallimento militare, il campo nel quale rappresentavate l’eccellenza, per noi fu il simbolo del fallimento spirituale. In strada si riversarono predicatori, fedeli o anche solo matti da legare che blateravano le loro stronzate sull’Apocalisse. Beh, amico, onestamente non ricordo di aver mai visto niente di così simile alla fine del Mondo, prima di allora. Zom era ovunque, come il panico che sapeva portarsi appresso. In pochi riuscirono ad organizzarsi per fronteggiare l’emergenza, la maggior parte si credeva dei fottuti cowboy, soprattutto nelle periferie. Ha idea di quanti non infetti rimasero uccisi da questi stronzi che pensavano di essere Charles Bronson? Come li chiamate, voi? Gli ultimi uomini sulla terra. L’Italia era allo sbando completo, come il resto del Mondo, dopottutto. Ma se c’era una cosa che noi figli di puttana mangiaspaghetti sapevamo fare, e credo sia ancora così, era ritrovare l’orgoglio nazionale nei momenti peggiori. Con la pancia piena eravamo un popolo di cialtroni, pronti ad ammazzarsi l’un l’altro pur di prevalere, un’accozzaglia di ignoranti lobotomizzati dal calcio alla TV e dalla messa domenicale, che sperava di campare da signore senza fare fatica. Ma quando ci fu da rimboccarsi le maniche e difendere ciò che ci aveva rappresentato, non esitammo un attimo a far ritornare l’Italia “Una, unita ed indivisibile”. Ho sentito voci su come quell’ammiraglio della Marina si barricò nella Garibaldi con i suoi uomini e le loro famiglie al seguito, sfruttando una ritirata tattica prima ancora che il piano Redeker(2) venisse ideato. Sembra che i più anziani del gruppo si proposero spontaneamente come “esche”, per ritardare l’avanzata di Zom e dare tempo agli altri di raccogliere provviste e armi a sufficienza per la ritirata. Gente che meriterrebbe davvero una medaglia del cazzo. Posso quasi dire che il piano Redeker lo abbiamo inventato “noi” italiani. Anche questo faceva parte della nostra cultura, la creatività. Prima della guerra, pensavo che “creatività” fosse solo una stronzata buona a sfamare tutte quelle facce di merda che non avevano voglia di trovarsi un lavoro vero; in realtà l’improvvisazione fu utile, quasi come tutto il resto. Per quel che riguarda me, diciamo che Zom cambiò non poco il modo di guardare il mondo e anche se, almeno all’inizio, al posto di imbottirmi di Phalanx(3) preferii pregare, non credo che fossi una persona tanto migliore degli altri. Ho sentito parlare delle squadre della morte, in Russia(4), in quei posti dove l’epidemia era l’unica alternativa al suicidio e non mi sento di biasimarli. Forse è per questo che non mi sono ancora puntato un ferro giù per la gola e passo le mie giornate a coltivare pomodori pieni di quella merda che Zom ci ha lasciato in eredità. Alla fine, feci quello che era più giusto. Per me e per loro.”
[Entriamo in casa. Mentre il signor Dalmonte si rinfresca, il mio sguardo cade su una parete piena di foto, che lo ritraggono con le più illustri personalità dell’età prebellica, nelle sue stanze di San Pietro. A vederlo ora, in abiti civili, capisco come l’abito talare che sfoggiava incutesse tanto timore reverenziale a chi gli faceva visita. Giuseppe Dalmonte sembrò leggermi nel pensiero.]
“Il Papa. Che Dio salvi l’anima di quel figlio di puttana.” (1) Dai primi resoconti, pare che Papa Giovanni XXIV passò lì gran parte della sua ritirata con i cardinali. (2) Il Piano Redeker prende il nome dal suo inventore, Paul Redeker, stratega Boero Sudafricano. Prevedeva la raccolta di un contingente di uomini e donne in salute e socialmente utili al ripopolamento della terra, sfruttando dei punti di ritirata, mentre l’avanzata di Zom veniva ritardata da altri contingenti di uomini “sacrificabili”, che ebbero la funzione di vere e proprie esche umane. Proprio per la sua controversia etica, il Piano Redeker venne, in origine, ampiamente contestato. (3) Il Phalanx venne prodotto e distribuito ufficialmente come antirabbico, quando ancora si pensava che la causa dell’epidemia fosse la Rabbia Africana. (4) Gruppi di preti che “suicidavano” i soldati infetti, sollevando gli altri ufficiali dal peso delle decimazioni obbligate. |






