Piazza Mazzini

Figata, Racconti, Sai chi anche?

Piazza Mazzini se la vedi sulla mappa è come se avessi deciso di aprire il culo ad un asterisco. É un tondo bello largo con strade a raggiera. É lo stomaco di Roma dove vengono quotidianamente digeriti gli specchiati affari del rutilante mondo dello spettacolo, in particolare di quella sua nobile branca conosciuta come intrattenimento televisivo, facente capo alla poco distante Rai. Piazza Mazzini è rotonda, grossa, verde ed è attraversata da sinistra a destra da due tronchi del viale che si chiama uguale, Mazzini, è infilzata da sotto da una strada che cambia nome ogni 30 metri e che porta dritto dritto in Cassazione.

C’è molto da dire su piazza Mazzini. Rimanendo sul generico: è lo snodo nevralgico, centrale operativa e capitale morale del quartiere Prati, il quartiere più borghese, impersonale, professionale, notarile di Roma. É come se Roma avesse fatto un week end a Milano e avesse cercato di copiarne la mortifera austerità di certe zone per creare un’atmosfera da Gardaland del lavoro, nell’equazione cialtrona che palazzo triste = professionista. Comunque, volente o nolente Prati ospita la quasi totalità degli studi professionali della capitale, e la totalità matematica delle case di produzione cine/televisive. Risultato: piazza Mazzini è l’inconsapevole crocevia di un esercito agguerrito di avvocaticchi, praticanti legali, cancellieri, commercialisti burini da un lato, e dall’altro produttori esecutivi, planner, editor, funzionari Rai, vigilanti Rai, impiegati Rai, faccendieri Rai, giornalisti Rai, in un immaginario scontro antropologico fra borghesi e “lavoratori dello spettacolo”. In piazza Mazzini, inoltre, c’è un bar, anzi un cafè, elegante come un gran cafè che infatti si chiama Gran Cafè (in una contrizione estrema di creatività) Mazzini, che offre l’impagabile sensazione di sentirsi al pari dei tanti attorini e attricette che fanno flanella ai suoi tavolini all’aperto. Perché la nota di colore e al contempo di miseria la danno proprio loro, gli spiantati, dimenticati, incapaci e reietti di tutto lo showbusiness, in rapida espansione: gli aspiranti. Insomma Piazza Mazzini è lo stomaco di Roma, con tanto di pelo (un bel giardino centrale) per digerire e riciclare denaro e derivati (ambizioni, corruzione, carrierismo), è lo scarico del wc in cui Mario Chiesa buttava le tangenti.

VOTO: 5


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Riccardo Mauri

Riccardo C. Mauri da 27 anni resiste strenuamente a qualsiasi tentativo di impiego civilmente sensato. Saltuariamente preso a spaccare specchietti di auto di piccola e media cilindrata, ha frequentato la scuola del bumbap e cominciato fin da giovanissimo a inseguire l’amore eterosessuale. Ha la stessa dimestichezza con volante e computer; parcheggia da dio. Vive e vegeta tra Milano e Roma. Non è difficile incontrarlo, basta che sia una notte feriale, fermarsi e aspettare, che arriva.

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