Whiteshow aka Whitesnob?

Milan Fashion Week, fiuuu sospriro di sollievo.
Tutto finito. Basta scheletri, basta party, basta personaggi isterici e stravaganti.
Se ne son viste di tutti i colori, forme e dimensioni.
Soliti cliché e solite facce.
Ti giri in giro e vedi i soliti maniaci e feticisti della perfezione.
Ma innovazione? Zero. Uniche note interessanti i nuovi designer.
Li guardi in faccia e pensi “Nuovi? Ma se c’hai 40 anni feeega!”.

E le cose non cambiano mai.

Dovrebbero trovare nuovi modi di stupirci, ma li guardi tra loro e son tutti una brutta copia dell’altra.
Trasudano superiorità, trascinano assistenti stremati e stralunati, borse immense piene di nulla, mani très chic riempite di ninnoli e accessori.

Poi li osservi e pensi… Ma quanto dev’essere difficile a 60 anni indossare una t-shirt piena di teschi, chiamare tutti “amore, tesoro, patatina” e non sentirsi ridicoli?

E allora ti fermi e dici… Sicuri di voler credere a questi qui? La moda è figa, se lavori come creativo sei praticamente obbligato a costruirti un personaggio, a stare attento come ti vesti, devi essere cool, devi essere trendy ma non troppo shabby. Un po’ hippy ma non troppo gipsy.

E tu, dove sei poi? Ti guardi e ti riconosci allo specchio? O sei solo una proiezione cool di te stesso?

Deve esserci qualcosa a tenerti coi piedi per terra.
Qualcuno che ogni tanto ti tiri un pugno in faccia e faccia a meno che tu te la tiri sempre.

O verrai fagocitato anche tu nel white_show_snob.

Karl save Us.

Bless.



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